martedì 27 novembre 2007
precisazione
il ristorante, a conduzione familiare, aperto a parenti e amici, non è attrezzato per consegne a domicilio.
sabato 24 novembre 2007
nuova ricetta
oggi involtini con ripieno di...(cipolla e pan grattato rosolati con olio extravergine di oliva, pinoli tritati, uva passa, dadini di provolone piccante, un cucchiaino di passata di pomodoro o polpa di pomodoro). Gli involtini vanno rosolati con olio di oliva e quindi cotti a fuoco lento con aggiunta di vino bianco.
martedì 20 novembre 2007
Il baccalà agli odori
Su richiesta, si fornisce la ricetta del baccalà con gli odori:
Ingredienti: baccalà bagnato, cipolla, sedano, pomodoro, rosmarino, maggiorana, finocchio selvatico, alloro, salvia, menta, peperoncino.
Far rosolare in una pentola di coccio (ma va bene anche una padella di alluminio) in abbondante olio di oliva extravergine la cipolla tagliata a fettine e il sedano a cubetti. Aggiungere dopo qualche minuto gli altri odori e quindi il baccalà tagliato a pezzi. Dopo alcuni minuti aggiungere due pomodori maturi, spellati e tagliati a dadini. Regolare di sale. Terminare di cuocere a fuoco lento.
lunedì 12 novembre 2007
Il baccalà agli odori. Interessa la ricetta?
Ho scoperto, vagando nel vasto mondo dei blog, che esistono blog dedicati alle ricette di cucina. Chissà se a qualcuno interessa la ricetta del mio baccalà agli odori? Resto in attesa di commenti.
martedì 6 novembre 2007
Mens sana in corpore sano
Siamo appena ritornati da un’ora di ginnastica. Partire è sempre duro. Si pensa: “Ma non starei meglio in poltrona con un buon libro?”. Ma al rientro ci si sente contenti di aver messo in moto muscoli e articolazioni normalmente utilizzati in misura minima. Sarà proprio vero che l’esercizi fisico allunga la vita e abbassa il colesterolo.
giovedì 1 novembre 2007
Un'estate in 7 minuti
A costo di apparire banali, dobbiamo riconoscere che oggi è una tipica giornata autunnale: cielo bigio, pioggerellina, mare agitato. Sembra quasi la poesia di Carducci San Martino. E allora cosa di meglio che rivedere le imamgini di una lunga estate di sole (condensata in 7 minuti), ripercorrendo le imprese dei gemelli, Emanuele e Sara, e dei loro cuginetti Eleonora e Alessandro (con un ringraziamento alla camerawoman Grazia).
lunedì 29 ottobre 2007
El Señor de los Milagros
domenica 14 ottobre 2007
Il rododendro fa brutti scherzi
Qualcosa gli rode dentro da mesi a molti esponenti dell’opposizione. Gli rode di aver perso alle ultime
elezioni politiche; gli rode che i parlamentari eletti dagli italiani all'estero appartengano quasi tutti alla coalizione di governo; gli rode che i senatori a vita, non certo sospettabili di essere biechi comunisti, votino quasi sempre a favore della maggioranza; gli rode che il governo Prodi continui a vivere e ad operare, realizzando i punti del programma.
E quando ti rode dentro, cosa fai? C’è chi propone di inviare un paio di stampelle ad un’anziana signora, scienziato di fama mondiale, premio Nobel per la medicina, ancora in buona forma fisica e mentale, malgrado sia quasi centenaria. C’è chi tappezza i muri di Roma (nonché le fiancate dei taxi) con un manifesto che annuncia un suo comizio, teso a chiedere le dimissioni del governo Prodi.
C’è chi prospetta una rivolta di popolo contro un governo che si ostina a far pagare le tasse a tutti, in proporzione delle proprie capacità contributive. Brutti scherzi fa il rododendro! E intanto 3 milioni di italiani sono andati a votare le liste e i candidati del nascente Partito Democratico! Forse a qualcuno gli rode anche questo.
elezioni politiche; gli rode che i parlamentari eletti dagli italiani all'estero appartengano quasi tutti alla coalizione di governo; gli rode che i senatori a vita, non certo sospettabili di essere biechi comunisti, votino quasi sempre a favore della maggioranza; gli rode che il governo Prodi continui a vivere e ad operare, realizzando i punti del programma.
E quando ti rode dentro, cosa fai? C’è chi propone di inviare un paio di stampelle ad un’anziana signora, scienziato di fama mondiale, premio Nobel per la medicina, ancora in buona forma fisica e mentale, malgrado sia quasi centenaria. C’è chi tappezza i muri di Roma (nonché le fiancate dei taxi) con un manifesto che annuncia un suo comizio, teso a chiedere le dimissioni del governo Prodi.
C’è chi prospetta una rivolta di popolo contro un governo che si ostina a far pagare le tasse a tutti, in proporzione delle proprie capacità contributive. Brutti scherzi fa il rododendro! E intanto 3 milioni di italiani sono andati a votare le liste e i candidati del nascente Partito Democratico! Forse a qualcuno gli rode anche questo.domenica 7 ottobre 2007
Siamo senza parole
A casa nostra di parole ne ascoltiamo e leggiamo tantissime: due quotidiani, Il Corriere della Sera e Repubblica, i telegiornali RAI, e, durante la settimana, rubriche quali l’Infedele, TV7, Che tempo che fa, Anno Zero, Ballarò. Nei telegiornali ci colpiscono in modo speciale le parole dei soliti personaggi politici, i cui interventi sono sapientemente dosati e distribuiti a seconda degli schieramenti di appartenenza; le parole degli esponenti dell’opposizione soprattutto brillano per originalità e ampiezza del ventaglio di argomentazioni: governo in stato confusionale, maggioranza allo sbando, maggioranza in fibrillazione, governo a fine corsa, presto al voto, si ridia la parola agli italiani, eccetera. Che brutto non saper perdere! All’interno poi delle rubriche settimanali (fatta eccezione per il programma di Fazio, che è un’autentica e rara isola di intelligenza), politici degli opposti schieramenti si parlano addosso, interrompono continuamente l’avversario che sta parlando, parlano in due o tre contemporaneamente, usano sottili (?) artifizi retorici, quali dire all’interlocutore, con un sorrisetto a labbra strette, dopo averlo provocato in ogni modo: “Stai calmo, vedo che si stai innervosendo”. Questa tecnica in particolare è applicata quasi esclusivamente dai politici dello schieramento di opposizione, forse addestrati in tal senso nel corso di appositi seminari gestiti da psicologi ed esperti di tecnica della comunicazione. Certo che per affrontare un confronto con politici di questo calibro ci vogliono delle coronarie resistentissime. E noi, cosa possiamo dire? Cosa dire di fronte a queste esibizioni? E ancora che dire di fronte a giornalisti che continuano a sfruttare la vicenda di Garlasco per realizzare servizi che riempiano il vuoto della televisione italiana? Che continuano a riprendere i personaggi implicati in quella che è una tragedia assolutamente privata, perseguitandoli con videocamere e domande assillanti? Di fronte a giovani di un paesino dell’Ascolano che minacciano di esercitare un’azione di vendetta violenta su quel povero disgraziato che ha investito e ucciso col suo furgone quattro adolescenti in motorino? Di fronte all’imbecille che, magari parlando al cellulare, ti sorpassa a 90 all’ora dove c’è il limite di 50 e la doppia striscia continua, sfiorando la tua auto e quella che sopraggiunge in senso contrario? Nulla, non si può dire nulla. Solo sperare che, una volta toccato il fondo, la nostra malandata società inizi la risalita. E sperare che i nostri nipoti non siano fra coloro che chiedono di fare giustizia sommaria, che vagano ubriachi il sabato sera da una discoteca all’altra, che guidano sfidando ogni regola del codice della strada e del più elementare buon senso.
venerdì 28 settembre 2007
Le Dark Ages
Cosa sono le epoche buie, le età oscure? I momenti neri della nostra esistenza, quando tutto sembra andar male e non scorgiamo nessuno spiraglio di luce? Senz’altro. I periodi bui della storia dell’uomo, quando la violenza, il settarismo, l’intolleranza prevalgono sulla ragione, sull’amore, sulla solidarietà? Certamente. Ma le età oscure sono anche una realtà dell’astrofisica extragalattica, il periodo successivo al Big Bang, la fase precedente alla formazione della prime sorgenti cosmiche, risalente a circa 12 miliardi di anni fa. Da questa fase sono poi emerse stelle e galassie, in un tripudio di luce. La luce finisce sempre per trionfare, nella nostra storia personale, in quella dell’umanità, come in quella dell’universo.
Posso scrivere queste riflessioni grazie ad Andrea Fiorentini, laureato di fresco in fisica (il 24 settembre scorso) con 110 all’Università di Trieste, con una tesi intitolata “Prime Sorgenti dell’Universo: Segnali Radio dalle Dark Ages”.
La cosa non è passata inosservata nella famiglia Fiorentini. Siamo partiti in quattro da Grottammare: Gaetano Fiorentini, il nonno, Mariella Fiorentini, la zia, Luigi Pappalepore, lo scrivente, marito della zia, nonché Teodoro, assistente del nonno. A Trieste sono anche arrivati da Ravenna Fabio Fiorentini, il padre, e Flavia Alberoni, la madre; da Barcellona Anna Fiorentini, la sorella, da Padova Francesca Trerè, la fidanzata, nonché da Roma e da altre sedi universitarie, amici del liceo; tutti in adorazione del laureando/laureato. 

Bisogna peraltro dire che l’abbigliamento del laureando, oggetto di titubanza e perplessità da parte di madre e zia, è risultato in realtà adeguato alla circostanza e comunque assai diverso da quello con cui il neolaureato è stato rivestito dagli amici d’Università. Guardare per credere.
In ogni caso al dott. Andrea Fiorentini vanno dall’universo intero rallegramenti vivissimi per il passato ed auguri affettuosissimi per il futuro.
sabato 1 settembre 2007
Ma se mi toccano dov'è il mio debole...
Qual è il punto debole di noi italiani benpensanti? Dove dovete colpirci per farci soffrire? Nell’amor di Patria? Nell’onore personale o in quello della nostra famiglia? Nei sentimenti religiosi? Nella fede sportiva? Uhm! Forse. Ma soprattutto dovete colpirci nel portafoglio. Allora reagiamo. Le autorità hanno l’assurda pretesa di farci pagare le tasse sui nostri guadagni effettivi, secondo le aliquote previste dalle leggi? Il fisco osa venire a frugare nei nostri portafogli? Allora spariamo (1ª persona plurale del presente indicativo del verbo sparire: io sparisco, tu sparisci, egli sparisce, noi spariamo, voi sparite, essi spariscono). Nel senso che diventiamo invisibili al fisco, evasori totali. O, se proprio non possiamo diventare completamente invisibili, facciamo in modo che lo diventino parte dei nostri guadagni.
Ma in lingua italiana esiste anche il verbo sparare: io sparo, tu spari, egli spara, noi spariamo, voi sparate, essi sparano. E a questo verbo si riferiva chi ha pubblicamente affermato che, per sottrarsi al fisco vorace, qualcuno potrebbe anche afferrare il fucile. Il Governo insiste a farci pagare le tasse? E noi spariamo. Pum!
E gli italiani che invece ritengono illegale e immorale evadere le tasse, e che oltretutto pagano più tasse proprio perché molti furbi non le pagano, cosa possono fare? Non certo sparare, ma soprattutto non sparire. Anzi rendersi ben visibili, manifestare tutta la loro indignazione e soprattutto evitare che tornino al governo dell’Italia quelli che sostengono che sia legittimo non dico sparare, ma certamente evadere il fisco.
sabato 18 agosto 2007
Contro la stupidità anche gli dei combattono invano
Contro la stupidità …
Stamattina per almeno due ore, in una splendida giornata di sole con, ahimè, molta ventilazione, gli elicotteri gialli della Protezione Civile hanno sorvolato la nostra terrazza, facendo la spola fra le colline dell’entroterra e il mare, per spegnere l’ennesimo incendio boschivo. Autocombustione? Spero di sì. L’alternativa sarebbe in ogni caso scoraggiante: o un povero mentecatto, che si diverte ad appiccare il fuoco, per ragioni che si perdono nei meandri della sua mente malata; o un incauto che, malgrado i ripetuti avvisi, getta maleducatamente un mozzicone di sigaretta acceso dal finestrino della propria auto; o infine un incendiario doloso, che brucia un bosco con un preciso, disonesto e malvagio intento. In ogni caso è il trionfo della stupidità (perché anche la malvagità e disonestà sono in fondo manifestazioni di stupidità: prima o poi bisognerà pagare per le proprie malefatte, forse di fronte agli uomini, sicuramente di fronte a Dio). Purtroppo contro la stupidità, afferma Schiller, anche gli dei combattono invano; figuriamoci le normali persone sensate e oneste. Lo spettacolo dell’andirivieni degli elicotteri, che caricavano acqua dal mare, la scaricavano sul fuoco, tornavano indietro a ricaricare, per poi di nuovo scaricare, e così via, era contemporaneamente commovente e scoraggiante: uomini (per di più pagati dalla collettività) al lavoro per tentare di rimediare a quello che un malato di mente o un sciocco incauto o un astuto farabutto avevano provocato. Spero, ripeto, che questa volta si sia trattato di autocombustione.
mercoledì 15 agosto 2007
Uova, galline e ... polli
GALLINE, UOVA, POLLI E … POLLASTRI
“Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo” afferma Perpetua nel secondo capitolo de “I Promessi Sposi”. Non possiamo che essere d’accordo; ma non è certo buona cosa neppure nascere gallina (con relativo uovo), pollo o pollastro. Iniziamo “ab ovo”: provate a chiedere al proprietario o alla commessa di un negozio di alimentari, dal negozietto sotto casa al grande supermercato, se sanno che su ogni uovo di gallina da loro venduto è stampigliato un codice e se conoscono il significato di tale codice. Su un uovo che sono andato a prendere in cucina è stampigliato il codice 0IT009VT042. La prima cifra, 0, significa che l’uovo è stato deposta da una gallina “felice” (per quanto si possa essere felici nella società contemporanea), allevata all’aperto, in spazi erbosi, libera quindi di razzolare, di spaparanzarsi al sole, magari di litigare con una sua simile, e nutrita con mangimi biologici.
Andate ora, per curiosità, a controllare la prima cifra del codice stampigliato sulle uova in vendita. Nella stragrande maggioranza dei casi troverete che l'uovo riporta la cifra iniziale 3, il che significa che è stato deposto da una gallina allevata in batteria, povera bestia imprigionate in una gabbia, con del mangime e dell’acqua dal lato della testa e dall’altro lato un nastro trasportatore per raccogliere le uova che lei e le sue sfortunate compagne di prigionia depongono. Per completare la nostra breve riflessione su cosa significhi nascere gallina ovaiola, precisiamo che la cifra 1 indica le uova deposte da galline a cui viene concesso di razzolare per due ore all’aperto ogni giorno, nutrite con mangimi tradizionali, e la cifra 2 quelle di galline allevate a terra, libere di razzolare, ma in pollai chiusi.
Noi personalmente cerchiamo, se appena possibile, di acquistare uova di categoria 0, anche se, ovviamente, sono più care. Obietterete che questa nostra scelta non evita che la maggior parte delle uova in vendita siano di categorie 3. Ma, mentre mangiamo il nostro uovo di categoria 0 e pensiamo alla galiina felice che lo ha deposto, ci sentiamo anche noi un po' più felici.
venerdì 10 agosto 2007
Cominciano a leggerci
10 agosto, San Lorenzo: piove, nessuna speranza di osservare le stelle cadenti. E pensare che per stasera, sulla piazza del Kursaal a Grottammare, è prevista una sera astronomica, organizzata da un'associazione di astrofili, con tanto di telescopi per scrutare il cielo!
Cambiamo argomento: aprendo il blog per scrivere queste poche righe, abbiamo scoperto che un amico dell'Anna ci ha inviato un commento sull'episodio del panificio:
"Quando compro il pane osservo sempre scandalizzato le seguenti cose:- la commessa indossa un guanto di plastica, che non sarà monouso, ma certamente monogiornata;- la pizza viene incartata in un foglio di carta oleata, poi inserita in un sacchetto di carta;- la brioche viene inserita in un sacchetto di carta monobrioche;- i biscotti vengono inseriti in un ulteriore sacchetto a parte;- il pane gode di un sacco di carta, più grande;- tutto viene messo in un sacchetto di plastica.Capisco i biscotti, d'accordo la carta delle pizza super unta, ma non si potrebbe essere meno HACCP e più umani? Meno spreconi di risorse e maggiormente realisti?Tutti i sopracitati incartamenti a cosa servono? C'è mai stato qualcuno intossicato da un panino? Se esiste un alimento sicuro è il pane: quando è secco è vecchio. È necessario tutto questo ordine?La follia poi è nell'acquisto della ricotta al supermercato: inserita in una vaschetta di plastica, arrotolata in un foglio di carta e rinchiusa in un ulteriore sacchetto di carta misto plastica... e pensare che una volta te la tiravano dietro avvolta in un quotidiano: una attimo prima di spalmarla sul pane ti leggevi le notizie del giorno prima.Bah.... L'Anna dirà che sono il solito rompiscatole con queste cose... "
E che ne dite dell'acquisto di formaggi e salumi? "Mi dia un etto di lonzino" La commessa taglia, taglia, taglia". "Oh, è un po' abbondante (sono 182 grammi), che faccio, lascio?".
giovedì 9 agosto 2007
Che afa fa!
9 agosto, giovedì
Un pomeriggio e una serata di domenica particolarmente elettrici, con ricadute nei giorni successivi, hanno distratto Luigi e Mariella da un’occupazione “lieve” qual è la redazione del diario sul loro blog. Al calar della sera di giovedì (anzi un po’ più del calar della sera, visto che è notte, ma l’espressione “al calar della sera” suona così bene che ci dispiaceva evitarla), al calar della sera, dicevo, Luigi riprende a scrivere una nuova pagina. Per non dire in realtà niente, salvo che all’orizzonte si susseguono lampi lontani, senza tuoni. Pioverà? Ad ogni buon conto ho dato un po’ d’acqua alle piante del terrazzo, almeno a quelle più sitibonde. Ecco, in questo momento cominciano a sentirsi a distanza i primi tuoni, simili a brontolii pigri. Anche il cielo brontola!
domenica 5 agosto 2007
domenica 5 agosto: nel panificio
L’acquisto del pane.
Commedia in sette battute
Antefatto:
A Grottammare, centro balneare, d’estate le feste non si santificano: quasi tutti i negozi, di alimentari e non, rimangono aperti. Comodo fra l’altro per comprare il pane fresco. Ma … c’è sempre un ma.
Scena:
il panificio di fronte al mercato coperto di Grottammare.
Personaggi:
la proprietaria del panificio, una madre villeggiante con accento padano e relativo figlio di otto anni, anche lui con accento padano; Mariella, mia moglie, entrata subito dopo la signora e bambino, per acquistare un filoncino di pane.
Ore 12.15
La proprietaria (uscendo dal retrobottega): Buongiorno, chi posso servire?
La signora: Tocca a me, vorrei dei pasticcini.
La proprietaria: ne abbiamo di parecchi tipi, al cioccolato, al caffé, al cocco, alla crema …
La signora: me ne dia quattro al cioccolato (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone in un vassoietto) , poi, ehm, quattro alla crema, (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone sul vassoietto) , sei al cocco, anzi no, otto, (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone sul vassoietto) poi … sei al caffé (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone sul vassoietto), anzi, tolga quelli alla crema e ne aggiunga ancora due al cioccolato (la proprietaria afferra con la pinza i quattro pasticcini alla crema e li depone nuovamente nel vassoio da esposizione; quindi afferra, sempre con la pinza, quattro pasticcini al cioccolato e li depone nel vassoietto) .
La proprietaria: basta così?
La signora: quelli laggiù che cosa sono?
La proprietaria: quelli sono pasticcini secchi con farina integrale e miele.
La signora: allora anche sei di quelli; ah, ne aggiunga ancora due al caffé.
La proprietaria afferra, sempre con la pinza i pasticcini richiesti e fa per deporli nel vassoietto, ma siccome ormai il vassoietto si è rivelato troppo piccolo, prende un vassoio più grande e vi trasferisce, con la pinza,uno a uno, i 28 pasticcini scelti dalla signora, incarta il vassoio, pesa il prodotto, batte lo scontrino e porge vassoio e scontrino alla signora; ecco, sono 12 euro e 40.
Ore 12.37
Il bambino, che ha osservato attentamente tutto l'evolvesi dell'acquisto, con tono di scandalizzata protesta: No! I pasticcini al cioccolato non mi piacciono!
La proprietaria si fa consegnare il vassoio dalla signora, lo riapre e, sempre servendosi della pinza, ne estrae, uno alla volta, i sei pasticcini al cioccolato, deponendoli nel vassoio da esposizione. Poi pesa nuovamente il vassoio della signora, lo incarta e lo porge alla signora, insieme a 2 euro di differenza, corrispondenti ai sei pasticcini al cioccolato. La signora e il bambino salutano ed escono (veramente è solo la signora a salutare).
La proprietaria, rivolgendosi a Mariella, che nel frattempo è diventata la prima di una fila di undici persone: Cosa posso servirle?
Mariella: Un filoncino da mezzo chilo.
La proprietaria si infila un guanto di plastica sulla mano, prende il filoncino, lo introduce in una busta di carta bianca, lo pesa, emette lo scontrino e porgendolo a Mariella insieme alla busta contenente il filoncino, dice: 1 euro e 15.
Mariella porge alla proprietaria una banconota da 5 euro, riceve il resto di 3 euro e 85, che infila nel portamonete ed esce dal panificio con il pane. L’orologio della chiesa di San Pio batte le 12.45
sabato 4 agosto 2007
Per Anna
Grazie per gli apprezzamenti; abbiamo solo qualche riserva sui jeans a cavallo basso. Devono essere di uno scomodo!
4 agosto
Certo che questo blog è un bel giocarello. Del resto credo che chiunque abbia scritto un diario, da che mondo è mondo, ha desiderato che qualcuno lo leggesse. C'è chi è diventato famoso anche per il suo diario: vedi Seneca, Montaigne, Pascal, Leopardi. E allora ecco un diario a disposizione di tutti, nel quale vi raccontiamo brevi momenti della nostra vita. Chi leggerà queste pagine? per ora mia sorella Isa, Fabio, fratello di Mariella, Anna, figlia di Fabio, ora in soggiorno studio a Barcellona. Proprio lei ci ha dato anzi l'idea del blog. Non credo di avere il diritto di fornirvi il suo indirizzo blog, ma vi assicuro che leggere le sue pagine è un vero spasso. Quando Anna leggerà questo post mi farà sapere se posso indirizzarvi al suo blog. A proposito, spero che anche il nostro amico John, che ora sta guardando mentre scrivo, troverà il tempo di andare su Internet e leggere il nostro diario.
venerdì 3 agosto 2007
3 agosto: è piovuto!
Un tizio con il quale parlavo stamattina, ovviamente del tempo, mi stava dicendo che se pioveva si metteva al centro della strada a braccia aperte (ha un negozio di barbiere) e si bagnava tutto, salvo poi andare a casa, farsi una doccia e cambiarsi. Domani andrò a chiedergli se lo ha fatto, visto che oggi è piovuto.
giovedì 2 agosto 2007
2 agosto: non piove!
Sono da poco passate le sette. Anche stamattina il sole splende inesorabile come ormai da settimane. Nessuna speranza di pioggia. Un mio amico, assai fiero del suo prato, al quale prodigava mille attenzioni, è affranto e rassegnato: il suo pozzo è esaurito e il prato è color tabacco.
mercoledì 1 agosto 2007
primo agosto: iniziano le ferie
Oggi iniziano le ferie; tutti (o quasi) al mare. Ma noi siamo sempre in ferie e sempre al mare, tutto l’anno, per cui non andiamo mai in vacanza. Nel frattempo è proseguita l’operazione pulizia del garage. Per ora siamo a quattro scatoloni. A occhio e croce, ce ne vorranno minimo una ventina, se il processo di eliminazione sarà parziale, frenato da pensieri del tipo questo potrebbe ancora servire o guarda guarda, chi se lo ricordava più … questo me lo voglio proprio rileggere con calma … toh, e questo da dove sbuca? se poi l’ansia di pulizia avrà il sopravvento, allora arriveremo a quaranta. Chissà se, portando tutto alla ricicleria comunale, non riusciamo a entrare nel numero delle famiglie riciclone e a vincere una bici?
A proposito, in contemporanea è iniziata l’operazione bicicletta. Manovra preliminare l’acquisto di un compressore per gonfiare le ruote. Sono finiti i tempi della pompetta a mano. I moderni pneumatici richiedono il gonfiaggio con compressori potenti… talvolta troppo potenti. Il gonfiaggio delle ruote della bici elettrica si è svolto senza incidenti. Passando alla mountain bike è successa la tragedia: gonfiata la ruota anteriore stavo gonfiando quella posteriore, quando quella anteriore è scoppiata. Addio per il momento al progetto pedalata (la prima dopo almeno tre anni).
martedì 31 luglio 2007
c'è sempre una prima volta
31 luglio 2007
Provo il panico della pagina bianca. Non potendo mordicchiare la penna in attesa dell'ispirazione, tamburello con le dita sul bordo della tastiera. Oggi è comunque una data storica: dopo 7 anni, ho iniziato a fare ordine in garage. Impresa indescrivibile: appunti di corsi d'aggiornamento vecchi di ventisei anni! E quanta polvere!
Iscriviti a:
Post (Atom)
