Contro la stupidità …
Stamattina per almeno due ore, in una splendida giornata di sole con, ahimè, molta ventilazione, gli elicotteri gialli della Protezione Civile hanno sorvolato la nostra terrazza, facendo la spola fra le colline dell’entroterra e il mare, per spegnere l’ennesimo incendio boschivo. Autocombustione? Spero di sì. L’alternativa sarebbe in ogni caso scoraggiante: o un povero mentecatto, che si diverte ad appiccare il fuoco, per ragioni che si perdono nei meandri della sua mente malata; o un incauto che, malgrado i ripetuti avvisi, getta maleducatamente un mozzicone di sigaretta acceso dal finestrino della propria auto; o infine un incendiario doloso, che brucia un bosco con un preciso, disonesto e malvagio intento. In ogni caso è il trionfo della stupidità (perché anche la malvagità e disonestà sono in fondo manifestazioni di stupidità: prima o poi bisognerà pagare per le proprie malefatte, forse di fronte agli uomini, sicuramente di fronte a Dio). Purtroppo contro la stupidità, afferma Schiller, anche gli dei combattono invano; figuriamoci le normali persone sensate e oneste. Lo spettacolo dell’andirivieni degli elicotteri, che caricavano acqua dal mare, la scaricavano sul fuoco, tornavano indietro a ricaricare, per poi di nuovo scaricare, e così via, era contemporaneamente commovente e scoraggiante: uomini (per di più pagati dalla collettività) al lavoro per tentare di rimediare a quello che un malato di mente o un sciocco incauto o un astuto farabutto avevano provocato. Spero, ripeto, che questa volta si sia trattato di autocombustione.
sabato 18 agosto 2007
mercoledì 15 agosto 2007
Uova, galline e ... polli
GALLINE, UOVA, POLLI E … POLLASTRI
“Mala cosa nascer povero, il mio caro Renzo” afferma Perpetua nel secondo capitolo de “I Promessi Sposi”. Non possiamo che essere d’accordo; ma non è certo buona cosa neppure nascere gallina (con relativo uovo), pollo o pollastro. Iniziamo “ab ovo”: provate a chiedere al proprietario o alla commessa di un negozio di alimentari, dal negozietto sotto casa al grande supermercato, se sanno che su ogni uovo di gallina da loro venduto è stampigliato un codice e se conoscono il significato di tale codice. Su un uovo che sono andato a prendere in cucina è stampigliato il codice 0IT009VT042. La prima cifra, 0, significa che l’uovo è stato deposta da una gallina “felice” (per quanto si possa essere felici nella società contemporanea), allevata all’aperto, in spazi erbosi, libera quindi di razzolare, di spaparanzarsi al sole, magari di litigare con una sua simile, e nutrita con mangimi biologici.
Andate ora, per curiosità, a controllare la prima cifra del codice stampigliato sulle uova in vendita. Nella stragrande maggioranza dei casi troverete che l'uovo riporta la cifra iniziale 3, il che significa che è stato deposto da una gallina allevata in batteria, povera bestia imprigionate in una gabbia, con del mangime e dell’acqua dal lato della testa e dall’altro lato un nastro trasportatore per raccogliere le uova che lei e le sue sfortunate compagne di prigionia depongono. Per completare la nostra breve riflessione su cosa significhi nascere gallina ovaiola, precisiamo che la cifra 1 indica le uova deposte da galline a cui viene concesso di razzolare per due ore all’aperto ogni giorno, nutrite con mangimi tradizionali, e la cifra 2 quelle di galline allevate a terra, libere di razzolare, ma in pollai chiusi.
Noi personalmente cerchiamo, se appena possibile, di acquistare uova di categoria 0, anche se, ovviamente, sono più care. Obietterete che questa nostra scelta non evita che la maggior parte delle uova in vendita siano di categorie 3. Ma, mentre mangiamo il nostro uovo di categoria 0 e pensiamo alla galiina felice che lo ha deposto, ci sentiamo anche noi un po' più felici.
venerdì 10 agosto 2007
Cominciano a leggerci
10 agosto, San Lorenzo: piove, nessuna speranza di osservare le stelle cadenti. E pensare che per stasera, sulla piazza del Kursaal a Grottammare, è prevista una sera astronomica, organizzata da un'associazione di astrofili, con tanto di telescopi per scrutare il cielo!
Cambiamo argomento: aprendo il blog per scrivere queste poche righe, abbiamo scoperto che un amico dell'Anna ci ha inviato un commento sull'episodio del panificio:
"Quando compro il pane osservo sempre scandalizzato le seguenti cose:- la commessa indossa un guanto di plastica, che non sarà monouso, ma certamente monogiornata;- la pizza viene incartata in un foglio di carta oleata, poi inserita in un sacchetto di carta;- la brioche viene inserita in un sacchetto di carta monobrioche;- i biscotti vengono inseriti in un ulteriore sacchetto a parte;- il pane gode di un sacco di carta, più grande;- tutto viene messo in un sacchetto di plastica.Capisco i biscotti, d'accordo la carta delle pizza super unta, ma non si potrebbe essere meno HACCP e più umani? Meno spreconi di risorse e maggiormente realisti?Tutti i sopracitati incartamenti a cosa servono? C'è mai stato qualcuno intossicato da un panino? Se esiste un alimento sicuro è il pane: quando è secco è vecchio. È necessario tutto questo ordine?La follia poi è nell'acquisto della ricotta al supermercato: inserita in una vaschetta di plastica, arrotolata in un foglio di carta e rinchiusa in un ulteriore sacchetto di carta misto plastica... e pensare che una volta te la tiravano dietro avvolta in un quotidiano: una attimo prima di spalmarla sul pane ti leggevi le notizie del giorno prima.Bah.... L'Anna dirà che sono il solito rompiscatole con queste cose... "
E che ne dite dell'acquisto di formaggi e salumi? "Mi dia un etto di lonzino" La commessa taglia, taglia, taglia". "Oh, è un po' abbondante (sono 182 grammi), che faccio, lascio?".
giovedì 9 agosto 2007
Che afa fa!
9 agosto, giovedì
Un pomeriggio e una serata di domenica particolarmente elettrici, con ricadute nei giorni successivi, hanno distratto Luigi e Mariella da un’occupazione “lieve” qual è la redazione del diario sul loro blog. Al calar della sera di giovedì (anzi un po’ più del calar della sera, visto che è notte, ma l’espressione “al calar della sera” suona così bene che ci dispiaceva evitarla), al calar della sera, dicevo, Luigi riprende a scrivere una nuova pagina. Per non dire in realtà niente, salvo che all’orizzonte si susseguono lampi lontani, senza tuoni. Pioverà? Ad ogni buon conto ho dato un po’ d’acqua alle piante del terrazzo, almeno a quelle più sitibonde. Ecco, in questo momento cominciano a sentirsi a distanza i primi tuoni, simili a brontolii pigri. Anche il cielo brontola!
domenica 5 agosto 2007
domenica 5 agosto: nel panificio
L’acquisto del pane.
Commedia in sette battute
Antefatto:
A Grottammare, centro balneare, d’estate le feste non si santificano: quasi tutti i negozi, di alimentari e non, rimangono aperti. Comodo fra l’altro per comprare il pane fresco. Ma … c’è sempre un ma.
Scena:
il panificio di fronte al mercato coperto di Grottammare.
Personaggi:
la proprietaria del panificio, una madre villeggiante con accento padano e relativo figlio di otto anni, anche lui con accento padano; Mariella, mia moglie, entrata subito dopo la signora e bambino, per acquistare un filoncino di pane.
Ore 12.15
La proprietaria (uscendo dal retrobottega): Buongiorno, chi posso servire?
La signora: Tocca a me, vorrei dei pasticcini.
La proprietaria: ne abbiamo di parecchi tipi, al cioccolato, al caffé, al cocco, alla crema …
La signora: me ne dia quattro al cioccolato (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone in un vassoietto) , poi, ehm, quattro alla crema, (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone sul vassoietto) , sei al cocco, anzi no, otto, (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone sul vassoietto) poi … sei al caffé (la proprietaria afferra con la pinza i pasticcini richiesti e li depone sul vassoietto), anzi, tolga quelli alla crema e ne aggiunga ancora due al cioccolato (la proprietaria afferra con la pinza i quattro pasticcini alla crema e li depone nuovamente nel vassoio da esposizione; quindi afferra, sempre con la pinza, quattro pasticcini al cioccolato e li depone nel vassoietto) .
La proprietaria: basta così?
La signora: quelli laggiù che cosa sono?
La proprietaria: quelli sono pasticcini secchi con farina integrale e miele.
La signora: allora anche sei di quelli; ah, ne aggiunga ancora due al caffé.
La proprietaria afferra, sempre con la pinza i pasticcini richiesti e fa per deporli nel vassoietto, ma siccome ormai il vassoietto si è rivelato troppo piccolo, prende un vassoio più grande e vi trasferisce, con la pinza,uno a uno, i 28 pasticcini scelti dalla signora, incarta il vassoio, pesa il prodotto, batte lo scontrino e porge vassoio e scontrino alla signora; ecco, sono 12 euro e 40.
Ore 12.37
Il bambino, che ha osservato attentamente tutto l'evolvesi dell'acquisto, con tono di scandalizzata protesta: No! I pasticcini al cioccolato non mi piacciono!
La proprietaria si fa consegnare il vassoio dalla signora, lo riapre e, sempre servendosi della pinza, ne estrae, uno alla volta, i sei pasticcini al cioccolato, deponendoli nel vassoio da esposizione. Poi pesa nuovamente il vassoio della signora, lo incarta e lo porge alla signora, insieme a 2 euro di differenza, corrispondenti ai sei pasticcini al cioccolato. La signora e il bambino salutano ed escono (veramente è solo la signora a salutare).
La proprietaria, rivolgendosi a Mariella, che nel frattempo è diventata la prima di una fila di undici persone: Cosa posso servirle?
Mariella: Un filoncino da mezzo chilo.
La proprietaria si infila un guanto di plastica sulla mano, prende il filoncino, lo introduce in una busta di carta bianca, lo pesa, emette lo scontrino e porgendolo a Mariella insieme alla busta contenente il filoncino, dice: 1 euro e 15.
Mariella porge alla proprietaria una banconota da 5 euro, riceve il resto di 3 euro e 85, che infila nel portamonete ed esce dal panificio con il pane. L’orologio della chiesa di San Pio batte le 12.45
sabato 4 agosto 2007
Per Anna
Grazie per gli apprezzamenti; abbiamo solo qualche riserva sui jeans a cavallo basso. Devono essere di uno scomodo!
4 agosto
Certo che questo blog è un bel giocarello. Del resto credo che chiunque abbia scritto un diario, da che mondo è mondo, ha desiderato che qualcuno lo leggesse. C'è chi è diventato famoso anche per il suo diario: vedi Seneca, Montaigne, Pascal, Leopardi. E allora ecco un diario a disposizione di tutti, nel quale vi raccontiamo brevi momenti della nostra vita. Chi leggerà queste pagine? per ora mia sorella Isa, Fabio, fratello di Mariella, Anna, figlia di Fabio, ora in soggiorno studio a Barcellona. Proprio lei ci ha dato anzi l'idea del blog. Non credo di avere il diritto di fornirvi il suo indirizzo blog, ma vi assicuro che leggere le sue pagine è un vero spasso. Quando Anna leggerà questo post mi farà sapere se posso indirizzarvi al suo blog. A proposito, spero che anche il nostro amico John, che ora sta guardando mentre scrivo, troverà il tempo di andare su Internet e leggere il nostro diario.
venerdì 3 agosto 2007
3 agosto: è piovuto!
Un tizio con il quale parlavo stamattina, ovviamente del tempo, mi stava dicendo che se pioveva si metteva al centro della strada a braccia aperte (ha un negozio di barbiere) e si bagnava tutto, salvo poi andare a casa, farsi una doccia e cambiarsi. Domani andrò a chiedergli se lo ha fatto, visto che oggi è piovuto.
giovedì 2 agosto 2007
2 agosto: non piove!
Sono da poco passate le sette. Anche stamattina il sole splende inesorabile come ormai da settimane. Nessuna speranza di pioggia. Un mio amico, assai fiero del suo prato, al quale prodigava mille attenzioni, è affranto e rassegnato: il suo pozzo è esaurito e il prato è color tabacco.
mercoledì 1 agosto 2007
primo agosto: iniziano le ferie
Oggi iniziano le ferie; tutti (o quasi) al mare. Ma noi siamo sempre in ferie e sempre al mare, tutto l’anno, per cui non andiamo mai in vacanza. Nel frattempo è proseguita l’operazione pulizia del garage. Per ora siamo a quattro scatoloni. A occhio e croce, ce ne vorranno minimo una ventina, se il processo di eliminazione sarà parziale, frenato da pensieri del tipo questo potrebbe ancora servire o guarda guarda, chi se lo ricordava più … questo me lo voglio proprio rileggere con calma … toh, e questo da dove sbuca? se poi l’ansia di pulizia avrà il sopravvento, allora arriveremo a quaranta. Chissà se, portando tutto alla ricicleria comunale, non riusciamo a entrare nel numero delle famiglie riciclone e a vincere una bici?
A proposito, in contemporanea è iniziata l’operazione bicicletta. Manovra preliminare l’acquisto di un compressore per gonfiare le ruote. Sono finiti i tempi della pompetta a mano. I moderni pneumatici richiedono il gonfiaggio con compressori potenti… talvolta troppo potenti. Il gonfiaggio delle ruote della bici elettrica si è svolto senza incidenti. Passando alla mountain bike è successa la tragedia: gonfiata la ruota anteriore stavo gonfiando quella posteriore, quando quella anteriore è scoppiata. Addio per il momento al progetto pedalata (la prima dopo almeno tre anni).
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