lunedì 29 ottobre 2007

El Señor de los Milagros

Domenica 21 ottobre si è svolta a Grottammare, come ogni anno, la processione del Señor de los Milagros. Racconta la tradizione che il 13 Novembre 1655 un terremoto devastò Lima. Dalle macerie emerse intatto un fragile muro sul quale uno schiavo angolano aveva dipinto Gesù Crocifisso. Seguirono altri terremoti e l'affresco non fu mai scalfito. Il fatto prodigioso si impose all'attenzione della gente e richiamò folle di pellegrini da ogni parte. Si verificarono miracoli. Le autorità tentarono invano di cancellare il dipinto, mentre la devozione si estendeva a macchia d'olio. Nel 1867 ancora un terremoto distrusse la città di Callao e parte di Lima. I fedeli vollero una copia della sacra immagine da portare in processione. Da allora il 18 e il 19 Ottobre ogni anno i peruviani in qualsiasi parte del mondo celebrano la festa del Señor de los Milagros con una interminabile processione ricca di fede e di folklore. A Grottammare l’immagine del Señor de los Milagros è stata esposta per la prima volta quattro anni fa, nella chiesa di San Pio V, per iniziativa di padre Luis Sandoval, sacerdote peruviano, all’epoca viceparroco della parrocchia di San Pio V e attualmente parroco della parrocchia della Madonna di Fatima, in territorio di Ripatransone. Da allora, ogni anno nella terza domenica di ottobre, dopo una messa celebrata da padre Luis in lingua spagnola, l’immagine di Gesù Crocifisso viene portata in processione. Otto uomini trasportano sulle spalle l’immagine sacra, montata su un pesante piedistallo adorno di fiori. La processione procede lentamente, al ritmo cadenzato dell’inno al Señor de los Milagros. L’immagine è preceduta da sacerdoti, diaconi, uomini e donne delle varie confraternite e associazioni che camminano all’indietro, in modo da non volgere le spalle a Gesù Crocifisso. Dietro l’immagine vengono i fedeli, di Grottammare e delle comunità dell’America Latina presenti nella nostra regione che il Señor de los Milagros continua a proteggere, esaudendone le preghiere con interventi miracolosi.

domenica 14 ottobre 2007

Il rododendro fa brutti scherzi

Qualcosa gli rode dentro da mesi a molti esponenti dell’opposizione. Gli rode di aver perso alle ultime elezioni politiche; gli rode che i parlamentari eletti dagli italiani all'estero appartengano quasi tutti alla coalizione di governo; gli rode che i senatori a vita, non certo sospettabili di essere biechi comunisti, votino quasi sempre a favore della maggioranza; gli rode che il governo Prodi continui a vivere e ad operare, realizzando i punti del programma. E quando ti rode dentro, cosa fai? C’è chi propone di inviare un paio di stampelle ad un’anziana signora, scienziato di fama mondiale, premio Nobel per la medicina, ancora in buona forma fisica e mentale, malgrado sia quasi centenaria. C’è chi tappezza i muri di Roma (nonché le fiancate dei taxi) con un manifesto che annuncia un suo comizio, teso a chiedere le dimissioni del governo Prodi. C’è chi prospetta una rivolta di popolo contro un governo che si ostina a far pagare le tasse a tutti, in proporzione delle proprie capacità contributive. Brutti scherzi fa il rododendro! E intanto 3 milioni di italiani sono andati a votare le liste e i candidati del nascente Partito Democratico! Forse a qualcuno gli rode anche questo.

domenica 7 ottobre 2007

Siamo senza parole

A casa nostra di parole ne ascoltiamo e leggiamo tantissime: due quotidiani, Il Corriere della Sera e Repubblica, i telegiornali RAI, e, durante la settimana, rubriche quali l’Infedele, TV7, Che tempo che fa, Anno Zero, Ballarò. Nei telegiornali ci colpiscono in modo speciale le parole dei soliti personaggi politici, i cui interventi sono sapientemente dosati e distribuiti a seconda degli schieramenti di appartenenza; le parole degli esponenti dell’opposizione soprattutto brillano per originalità e ampiezza del ventaglio di argomentazioni: governo in stato confusionale, maggioranza allo sbando, maggioranza in fibrillazione, governo a fine corsa, presto al voto, si ridia la parola agli italiani, eccetera. Che brutto non saper perdere! All’interno poi delle rubriche settimanali (fatta eccezione per il programma di Fazio, che è un’autentica e rara isola di intelligenza), politici degli opposti schieramenti si parlano addosso, interrompono continuamente l’avversario che sta parlando, parlano in due o tre contemporaneamente, usano sottili (?) artifizi retorici, quali dire all’interlocutore, con un sorrisetto a labbra strette, dopo averlo provocato in ogni modo: “Stai calmo, vedo che si stai innervosendo”. Questa tecnica in particolare è applicata quasi esclusivamente dai politici dello schieramento di opposizione, forse addestrati in tal senso nel corso di appositi seminari gestiti da psicologi ed esperti di tecnica della comunicazione. Certo che per affrontare un confronto con politici di questo calibro ci vogliono delle coronarie resistentissime. E noi, cosa possiamo dire? Cosa dire di fronte a queste esibizioni? E ancora che dire di fronte a giornalisti che continuano a sfruttare la vicenda di Garlasco per realizzare servizi che riempiano il vuoto della televisione italiana? Che continuano a riprendere i personaggi implicati in quella che è una tragedia assolutamente privata, perseguitandoli con videocamere e domande assillanti? Di fronte a giovani di un paesino dell’Ascolano che minacciano di esercitare un’azione di vendetta violenta su quel povero disgraziato che ha investito e ucciso col suo furgone quattro adolescenti in motorino? Di fronte all’imbecille che, magari parlando al cellulare, ti sorpassa a 90 all’ora dove c’è il limite di 50 e la doppia striscia continua, sfiorando la tua auto e quella che sopraggiunge in senso contrario? Nulla, non si può dire nulla. Solo sperare che, una volta toccato il fondo, la nostra malandata società inizi la risalita. E sperare che i nostri nipoti non siano fra coloro che chiedono di fare giustizia sommaria, che vagano ubriachi il sabato sera da una discoteca all’altra, che guidano sfidando ogni regola del codice della strada e del più elementare buon senso.