domenica 7 ottobre 2007

Siamo senza parole

A casa nostra di parole ne ascoltiamo e leggiamo tantissime: due quotidiani, Il Corriere della Sera e Repubblica, i telegiornali RAI, e, durante la settimana, rubriche quali l’Infedele, TV7, Che tempo che fa, Anno Zero, Ballarò. Nei telegiornali ci colpiscono in modo speciale le parole dei soliti personaggi politici, i cui interventi sono sapientemente dosati e distribuiti a seconda degli schieramenti di appartenenza; le parole degli esponenti dell’opposizione soprattutto brillano per originalità e ampiezza del ventaglio di argomentazioni: governo in stato confusionale, maggioranza allo sbando, maggioranza in fibrillazione, governo a fine corsa, presto al voto, si ridia la parola agli italiani, eccetera. Che brutto non saper perdere! All’interno poi delle rubriche settimanali (fatta eccezione per il programma di Fazio, che è un’autentica e rara isola di intelligenza), politici degli opposti schieramenti si parlano addosso, interrompono continuamente l’avversario che sta parlando, parlano in due o tre contemporaneamente, usano sottili (?) artifizi retorici, quali dire all’interlocutore, con un sorrisetto a labbra strette, dopo averlo provocato in ogni modo: “Stai calmo, vedo che si stai innervosendo”. Questa tecnica in particolare è applicata quasi esclusivamente dai politici dello schieramento di opposizione, forse addestrati in tal senso nel corso di appositi seminari gestiti da psicologi ed esperti di tecnica della comunicazione. Certo che per affrontare un confronto con politici di questo calibro ci vogliono delle coronarie resistentissime. E noi, cosa possiamo dire? Cosa dire di fronte a queste esibizioni? E ancora che dire di fronte a giornalisti che continuano a sfruttare la vicenda di Garlasco per realizzare servizi che riempiano il vuoto della televisione italiana? Che continuano a riprendere i personaggi implicati in quella che è una tragedia assolutamente privata, perseguitandoli con videocamere e domande assillanti? Di fronte a giovani di un paesino dell’Ascolano che minacciano di esercitare un’azione di vendetta violenta su quel povero disgraziato che ha investito e ucciso col suo furgone quattro adolescenti in motorino? Di fronte all’imbecille che, magari parlando al cellulare, ti sorpassa a 90 all’ora dove c’è il limite di 50 e la doppia striscia continua, sfiorando la tua auto e quella che sopraggiunge in senso contrario? Nulla, non si può dire nulla. Solo sperare che, una volta toccato il fondo, la nostra malandata società inizi la risalita. E sperare che i nostri nipoti non siano fra coloro che chiedono di fare giustizia sommaria, che vagano ubriachi il sabato sera da una discoteca all’altra, che guidano sfidando ogni regola del codice della strada e del più elementare buon senso.

2 commenti:

Anna ha detto...

tu pensa poi fare tutte queste cose... CON LA BRAVA DEL NONNO!
No,no, nipoti un po' scemotti, ma coscienziosi. Puttosto il pericolo lo correrano i barcellonesi appena comprerò la bicicletta: allora sì che sorpasserò ai 90 dove c'è il limite di 50. E non parlando al cellulare: Mandando un fax.

AuBoulot ha detto...

à traduire... je n'arrive pas à tout comprendre!
Bises
Rita