Era una bella mosca. Sempre nera, ovvio, ma lucida, con belle zampette forti, snelle, in continuo movimento. Si distingueva dalle altre per la sua forza, per la sua determinazione. Stava, preferibilmente, sopra il sedile di una carrozza, bella anche lei, di legno lucido, con quattro ruote alte, cuscini azzurri, trainata da sei cavalli bianchi, belli, c'è bisogno di dirlo, anche loro con i loro pennacchi, di colore, non c'è bisogno di dirlo, azzurro. Questa mosca diceva alle altre mosche amiche ed ai mosconi, amici anche loro, che lei, sì lei, era quella che era in grado di dirigere la carrozza. Infatti quando il cocchiere faceva schioccare la sua frusta, lei, con le due zampette anteriori, ne imitava il movimento. Ed era proprio convinta che fosse lei a guidare la carrozza, bella, con quattro ruote alte e con sei cavalli bianchi con i fiocchi azzurri.
-->
Nessun commento:
Posta un commento